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lunedì 11 marzo 2013

Il PD che eternamente esclude Laura: il PD che vuole perdere

Apprendiamo dai Tg, stasera, che il PD ha fatto la sua scelta per costituire una delegazione di incaricati a condurre trattative di dialogo con il Movimento 5 Stelle. E ci cadono le braccia.
Nei giorni scorsi, per questa mediazione, era stato fatto da più parti il nome di Laura Puppato, insieme a quelli di Vasco Errani e (come esterna al PD) di Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia: giornali autorevoli, dal Corriere della Sera al Fatto Quotidiano, ne hanno parlato. E in rete è anche emersa l'intelligente proposta, fatta da Puppato, di darsi strumenti nuovi, per sostenere un tentativo di dialogo basato sulla partecipazione della rete, in piena trasparenza: quella di creare una piattaforma virtuale di discussione democratica, aperta ai contributi dei militanti di entrambi i fronti. 
Ora, riguardo ai 2 nomi del PD: mentre (almeno a noi) suonava come piuttosto controproducente quello di Errani,  inutile sottolineare le ragioni per cui riteniamo la scelta di Laura Puppato la più logica: l'unica che oggettivamente, fra le figure del partito, avrebbe avuto titolo per una funzione del genere, e anche speranze di riuscita, per la sua storia; nonché per i suoi temi di elezione e i suoi rapporti tradizionalmente non guerreschi con quel movimento.

Ma oggi, nella prima riunione degli eletti al Parlamento del "Partito Democratico", in cui questi nomi avrebbero dovuto essere ufficializzati, il segretario Bersani chi ha designato, a sorpresa e senza possibilità di discussione, mettendo tutti davanti al fatto compiuto, in chiusura di riunione?
Luigi Zanda,
Rosa Calipari 
Davide Zoggia. 
Che cosa..? Ma.. a che titolo questi tre nomi, segretario Bersani? 
In base a quali "trasparenti" processi di discussione vi si è giunti? E in base a quali legittimi impedimenti è stata platealmente ignorata l'ipotesi di Puppato? E in base a quale arroganza questa ragionevole ipotesi viene liquidata, non solo senza possibilità di appello, ma senza nemmeno far cenno alle ragioni?
Questa penalizzazione indecente della risorsa più preziosa che ha oggi il Pd, e cioè Laura Puppato, è qualcosa che oggi ci indigna. Come se di altre delusioni, di altra indignazione, ci fosse bisogno.

Sorge il legittimo sospetto, segretario Bersani, che il PD faccia solo finta di volere un accordo.
Che il PD vada a testa bassa verso l'oggettiva impossibilità di qualunque convergenza è inspiegabile, ma questa è l'impressione. E una volta fallite le "mediazioni", logico dare la colpa a Grillo. E tornare a votare, magari con l'arrogante certezza di vincere, questa volta, con Renzi.
Il quale dichiara: "tifo Bersani, ma non sono ottimista". Ah si? Ma, ben sapendo quanto il nome di Bersani sia inspendibile presso Mov5Stelle, per quale ragione continua a caldeggiarne la premiership, se non in vista del suo esatto contrario?