mercoledì 10 ottobre 2012

Fernanda Gigliotti: perché sostengo la candidatura di Laura Puppato alle primarie


Fernanda Gigliotti: sostenere Laura Puppato è anche una scelta di coerenza: perché mi sarebbe assolutamente impossibile continuare ad occuparmi oltre di parità di genere e di rappresentanza paritaria se non contribuissi a rendere possibile la presentazione della candidatura della prima donna nella storia delle primarie italiane di coalizione per la scelta del Capo del Governo. 
Cara Laura, 
conosci bene le mie preoccupazioni sulle primarie di coalizione e sai anche la mia posizione sulla sospensione dell'art. 18 dello Statuto. E di fatti ho votato contro perchè ritenevo e ritengo che lo Statuto non sia il mantice di una fisarmonica che si stringe e si allarga a seconda della situazione. 
Lo Statuto sta al PD come la Carta Costituzionale sta allo Stato e se anche si possono cambiare, il primo con un congresso e la seconda con maggioranze parlamentari e referendum costituzionali, non si può seriamente sospenderne la vigenza per consentire a qualcuno di fare qualcosa che altrimenti non potrebbe fare, a meno che non si aprano fasi patologiche della vita democratica di un Partito e di un Paese. Sarò forse eccessivamente legalitaria ma sono profondamente convinta che la civiltà di un popolo e la democrazia di un Paese si misurano non dalle “gentili concessioni una tantum” a questo o a quello, ma dalla certezza delle regole per tutti. 
Merito dell’Assemblea è stato invece quello di fissare, finalmente, regole certe per lo svolgimento delle primarie attraverso l’istituzione di un albo degli elettori che consente a ognuno di noi di mettere la faccia, oltre che il voto, nel progetto di governo di centro sinistra del Paese.
Il paradosso partorito in assemblea però resta tutto, perchè se da una parte è stata sospesa una norma per consentire a Renzi e agli altri di candidarsi alle primarie come iscritti al PD, dall'altra si sono fissate norme e tempi stringenti per la presentazione delle candidature, rendendole quasi impossibili e penalizzandole rispetto a quelle di Vendola, Tabacci e Spini. 
Tanto valeva che se di concessione si trattava, ed una tantum per giunta, non fosse sottoposta alla necessità di una raccolta firme tra delegati ed iscritti, frettolosa e quasi impossibile. A meno che quei 457 delegati, che hanno votato a favore della sospensione della norma dell’art. 18, consentissero concretamente la presentazione delle candidature degli altri concorrenti, diversi da Bersani e Renzi, sottoscrivendole e aiutando a trovare adesioni per consentire loro il deposito regolare e tempestivo della candidatura. E ciò a prescindere se si sosterranno la loro battaglie alle primarie. 
Ed io che a quella sospensione ho votato contro, mi adeguo allo spirito di quella scelta di maggioranza e sottoscrivo la tua candidatura perchè la ritengo una conseguenza inevitabile di quella deroga che, per essere efficace e democratica deve concretizzarsi in una apertura reale e non in una finzione scenica e mediatica. Ma è anche una scelta di coerenza perché mi sarebbe assolutamente impossibile continuare ad occuparmi oltre di parità di genere e di rappresentanza paritaria se non contribuissi a rendere possibile la presentazione della candidatura della prima donna nella storia delle primarie italiane di coalizione per la scelta del Capo del Governo. 
E ciò a prescindere da un sostegno politico alle primarie.
Calabria, 9 ottobre 2012
Assemblea Nazionale del PD

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